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martedì, 10 novembre 2009
Il Muro di Berlino e i nuovi muri

Vi propongo un breve testo tratto dall'ultimo libro di Angelo d'Orsi intitolato 1989 perché mi sembre interessante per un dibattito anche sull'attualità, in riferimento alle celebrazioni del ventennale della caduta del muro di Berlino.

"Tutti ricordiamo con emozione quelle scene di gioiosa intraprendenza popolare, specie nei giovani, che dalle due parti della città - ossia da due nazioni allora diverse e nemiche, la Repubblica "Federale" e la Repubblica "Democratica" - con le mani nude, o con improvvisati strumenti di scasso, aprirono una breccia nella parete di cemento armato che li separava, e quella breccia divenne presto una voragine, finché nell'arco di qualche giorno del Muro non rimasero che falsi frammenti venduti sul mercato antiquario politico. E perché, dunque, quella indimenticabile fotografia di un evento epocale può evocare la guerra permanente, la disinformazione, l'ingiustizia che il mondo attuale vive? Come la gioia dei berlinesi, ricuperata l'unità della città dopo una pluridecennale separazione assurda e crudele, e, contemporaneamente, liberatisi da un regime oppressivo e perlopiù inefficiente come quello dell'Est, può essere all'origine di tanta nuova barbarie? Che nesso ci può essere tra Berlino e Abu Ghraib? Quale filo corre dal novembre 1989 al gennaio 1991 (Golfo), al maggio 1999 (Balcani), al settembre 2001 (Torri Gemelle e a seguire Afghanistan), al marzo 2003 (Iraq)...?"

Postato da: giorgiodurante a 19:06 | link | commenti