Questo è uno spazio per la ragione, per la filosofia, per chi vuole confrontarsi senza contrapporsi

Eccomi

Utente: giorgiodurante
Nome: Giorgio Durante

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami

Ultimi Commenti

sarotte in Doppio autunno

Foto Recenti

RIMUOVI ANCHE QUESTO, INCLUDENDO LA FRECCIA-->

Vedi altri media

Link

Feeds

  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading* volte

sabato, 31 maggio 2008
L'ammirazione e la venerazione di Kant

"Due cose colmano l'animo di ammirazione e venerazione sempre nuova e crescente, quanto più spesso e più a lungo la riflessione si occupa di esse: il cielo stellato sopra di me, e la legge morale in me.
Queste due cose non ho bisogno di cercarle e sempicemente supporle come se fossero avvolte nell'oscurità o fossero nel trascendente, fuori del mio orizzonte: io le vedo davanti a me, e le connetto immediatamente con la coscienza della mia esistenza.
La prima comincia dal posto che io occupo nel mondo sensibile esterno, ed allarga la connessione in cui mi trovo a grandezze immensurabili, con mondi sopra mondi e sistemi di sistemi; e inotre, ai tempi illimitati del loro movimento periodico, del loro inizio e della loro durata.
La seconda comincia dal mio io invisibile, dalla mia personalità, e mi rappresenta in un mondo, che ha la vera infinitezza, ma che solo l'intelletto può penetrare, e con cui... io mi riconosco in una connessione non semplicemente accidentale, ma universale e necessaria.
Il primo spettacolo di una quantità innumerevole di mondi annulla affatto la mia importanza, come di una creatura animale, che deve restituire nuovamente al pianeta (un semplice punto nell'universo) la materia della quale si formò, dopo essere stata provvista per breve tempo (non si sa come) della forza vitale. Il secondo, invece, eleva infinitamente il mio valore, come di un'intelligenza, mediante la mia personalità, in cui la legge morale mi rivela una vita indipendente dall'animalità e anche dall'intero mondo sensibile".
Immanuel Kant, Critica della Ragion Pratica.

Postato da: giorgiodurante a 17:32 | link | commenti (2)

martedì, 27 maggio 2008
Alla bandiera rossa

"Per chi conosce solo il tuo colore,
bandiera rossa,
tu devi realmente esistere,
 perché lui esista:
chi era coperto di croste
 è coperto di piaghe,
il bracciante diventa mendicante,
il napoletano calabrese,
 il calabrese africano,
l'analfabeta una bufala o un cane.
Chi conosceva appena
 il tuo colore, bandiera rossa,
sta per non conoscerti più,
neanche coi sensi:
tu che già vanti tante glorie
 borghesi e operaie,
ridiventa straccio,
e il più povero ti sventoli".

Pier Paolo Pasolini

Postato da: giorgiodurante a 19:55 | link | commenti

mercoledì, 21 maggio 2008
Attualizzazioni

“Se prendiamo la traduzione letterale dal greco della parola «democrazia», essa significa «comando del popolo», che è un concetto in realtà piuttosto deviante rispetto al punto essenziale, perché il problema vero della democrazia è un altro. E’ quello di impedire la dittatura o, in altre parole, di impedire la il libertà, di impedire un tipo di comando che non sia lo Stato di diritto. Questo è il punto. E i greci in verità lo avevano già capito, fin dall’antichità, che realizzare la democrazia non vuol dire istituire il comando del popolo, quanto piuttosto preoccuparsi di evitare il pericolo della tirannia. Per questo introdussero l’ostracismo per circa ottant’anni. Lo fecero soltanto perché avevano paura che nascesse un tiranno popolare, un dittatore popolare, un demagogo, un populista – diremmo oggi – cioè qualcuno in grado di rendersi molto popolare e di installarsi tranquillamente al potere grazie a una maggioranza”.

Karl R. Popper, La lezione di questo secolo.

Postato da: giorgiodurante a 18:41 | link | commenti (1)

domenica, 18 maggio 2008
Laicità e mazzette

Poche ore prima di partecipare alla marcia della laicità con altri quattro gatti e prima di andare con somma coerenza a farsi bella di fronte al Papa (non senza un certo tono da maestrina con la penna rossa), Marta Vincenzi, sindaco di Genova, ha dovuto fare i conti con un'inchiesta molto imprevista e per lei molto pericolosa della Magistratura. Ecco i fatti, da un articolo sul website del Secolo XIX scritto da Marco Menduni e Ferruccio Sansa.

"Consulenze. Appalti. Ma anche la vecchia, classica mazzetta che non passa mai di moda. L’unica differenza: una volta era in lire. Oggi è in euro. In alcuni casi, per un appalto da quindici milioni, è risultata superiore alle centinaia di migliaia di euro. Tutto deciso a tavola, durante incontri che, per i pm, dimostrano i “contatti corruttivi” e che hanno favorito l’aggiustamento delle aste e la concessione di consulenze che in realtà erano tangenti mascherate. Sembra di essere tornati agli anni bui di Tangentopoli: nove persone indagate, gli uomini della Guardia di Finanza che hanno compiuto perquisizioni in Comune, Regione, all’ospedale Galliera, alla Asl 2 di Savona e negli uffici e le case di tutti i principali indagati. E faceva un certo effetto vedere gli investigatori entrare negli uffici dei più stretti collaboratori del Sindaco e negli assessorati, mostrando il decreto di perquisizione che citava quei due reati pesantissimi: associazione a delinquere e corruzione. I principali indagati sono figure note in tutta la città, a cominciare da Stefano Francesca, il portavoce del sindaco, forse l’uomo più vicino a Marta Vincenzi. Dopo averne guidato la campagna elettorale adesso era con lei a Palazzo Tursi. Oltre ai suoi compiti di consigliere e di braccio destro, si è occupato anche dell’organizzazione della Notte bianca e si stava dedicando a un altro appuntamento clou per la città: il concerto di Vasco Rossi. Indagato anche Massimiliano Morettini, oggi assessore dalle mille deleghe (soprattutto Giovani, Centro Storico e Immigrazione), ma anche ex presidente dell’Arci, ex portavoce del Genoa Social Forum ed ex consigliere comunale diessino. Con lui Paolo Striano, che nel passato consiglio era capogruppo della Margherita a Palazzo Tursi e oggi è assessore allo Sport. Anche lui, colto di sorpresa dalla perquisizione della Finanza, ha spiegato: «Mi sento davvero amareggiato, posso dire che mi allineo perfettamente alle dichiarazioni del mio sindaco, di cui ho sempre condiviso la linea senza tradimenti». Il telefono di Morettini è invece rimasto spento per tutta la giornata. Francesca, Morettini e Striano si sono dimessi. Poi ci sono due ex consiglieri comunali, entrambi diessini: Massimo Casagrande, avvocato, e Claudio Fedrazzoni. Ancora: indagato Giuseppe Profiti, dirigente di primissimo piano della Regione, nominato da Sandro Biasotti e confermato dal centrosinistra. Non solo: Profiti è stato vice-presidente del Galliera ed è oggi presidente del Bambin Gesù, il grande ospedale pediatrico romano. È stato nominato lo scorso febbraio dal segretario di Stato, cardinale Tarcisio Bertone, che in base ai poteri conferitigli dal Papa ha scelto i componenti del consiglio di amministrazione e del collegio sindacale per il triennio 2008-2010. Il primo commento di Profiti: «Sono tranquillo, sereno e fiducioso che la magistratura chiarirà tutto». Non basta. La lista, destinata ad allungarsi di ora in ora, comprende anche gli imprenditori Lupis e Roberto Alessio, che guida l’impresa “Alessio Carni”. Il Secolo XIX ha ripetutamente tentato di mettersi in contatto con Alessio sul suo cellulare, ma senza ottenere risposta. Infine c’è Alfonso Di Donato, direttore amministrativo della Asl2. Ecco i primi protagonisti dell’inchiesta che rischia di travolgere il centrosinistra ligure. Un gruppo di indagati (tre) che, secondo gli inquirenti, avrebbero costituito il nucleo di una vera e propria associazione a delinquere. E chi non ne ha fatto parte, si è comunque seduto al banco di un comitato d’affari. Ognuno con un suo compito ben preciso: i referenti politici, gli imprenditori, gli aggiustatori di appalti e perfino le “vedette”, che dovevano segnalare le gare più appetitose cui partecipare. Un ruolo, quest’ultimo, che sarebbe stato rivestito proprio dai due assessori della giunta Vincenzi".

Una delle cose che mi colpisce è che ci sono di mezzo un po' tutti: l'immacolata sinistra genovese, il Social Forum con il suo anticapitalismo, e pure il Cardinale Bertone, già avvezzo a nomine discutibili. Davanti i valori e le contrapposizioni verbali, ma dietro tutti insieme a fare affari... Sarebbe bello pensare positivo, ma non è sempre possibile di fronte a spettacoli del genere. Almeno per me.

 

Postato da: giorgiodurante a 19:25 | link | commenti (1)

mercoledì, 14 maggio 2008
Notizia fresca

"Il presidente dell'Associazione nazionale magistrati Simone Luerti ha annunciato che si dimetterà dal suo incarico. Un gesto legato alle polemiche seguite alla notizia di un suo incontro con l'imprenditore calabrese Antonio Saladino, [uno degli esponenti di punta della Compagnia delle opere] coinvolto nell'inchiesta Why not del pm di Catanzaro Luigi De Magistris.

Luerti aveva affermato di non vedere Saladino da oltre 10 anni, mentre l'incontro in questione risaliva al 25 ottobre del 2006. Luerti ha motivato la sua decisione facendo riferimento a "recenti articoli di stampa che hanno riportato informazioni incomplete e non approfondite che si sono tradotte in un sostanziale travisamento dei fatti in danno dell'immagine del presidente dell'Anm e, di conseguenza, dell'Anm stessa".

"Il senso di responsabilità verso l'intera magistratura - ha spiegato Luerti -, che mi ha determinato ad accettare a suo tempo il gravoso incarico e il desiderio di assoluta trasparenza mi suggeriscono di rassegnare le dimissioni al comitato direttivo centrale al fine di evitare strumentalizzazioni e condizionamenti esterni all'indipendenza delle scelte dell'Anm".
Le dimissioni di Luerti saranno formalizzate il prossimo sabato davanti al comitato direttivo centrale dell'Anm".

Il pentolone sulla Compagnia delle Opere si sta scoperchiando?

Postato da: giorgiodurante a 17:35 | link | commenti (1)

giovedì, 08 maggio 2008
Promossi e bocciati

Il governo Berlusconi ha giurato, mentre il governo-ombra di Veltroni fatica a nascere, viste anche le numerose correnti che stanno nascendo nel Partito Democratico e le bizze di Di Pietro e dei radicali che, come avevo facilmente previsto, si fanno gli interessi loro, alla faccia del partito unitario tanto strombazzato dal povero Veltroni. Ma anche per Berlusconi arriveranno presto i guai.
Da parte mia, ho accolto con una certa soddisfazione la trombatura annunciata di Formigoni il quale, non essendo gradito alla Lega, non farà il ministro e rimarrà alla Regione Lombardia ancora per parecchi anni.
La spudoratezza con la quale la Compagnia delle Opere lo ha presentato come l'uomo della Provvidenza e lo ha proposto (o imposto?) al voto ciellino con la sicurezza di una nomina a ministro è stata così smascherata per quella che era: una palla. Ecco come vengono usati da Forza Italia i voti dei cattolici: come un semplice serbatoio di voti da chiedere promettendo mari e monti e poi gli affari veri li fanno gli altri. Ben gli sta a chi li ha votati!
Ma ora devo capire una cosa a me misteriosa: chi è il nuovo ministro della Pubblica Istruzione? Chi è questa Mariastella Gelmini? Forse una professoressa, una preside, una persona che ne sa qualcosa di scuola? No, ho scoperto che è una studiosa di diritto amministrativo e che ha raggiunto l'ambito ministero (che in verità non voleva nessuno) perché in questi anni si è dimostrata fedele esecutrice degli ordini del suo padroncino. Fino a pochi minuti fa pensavo che non ne sapesse proprio niente di scuola. Invece, sorpresa! Ho appena trovato sul website di Repubblica un articolo che descrive i suoi progetti per la scuola. Riporto l'articolo, rimanendo in attesa che i buoni propositi si trasformino in realtà.

"IL MERITO, innanzitutto". Ecco il pensiero del neoministro della Pubblica Istruzione, dell'Università e della Ricerca, Mariastella Gelmini. Nel totonomine dei giorni scorsi, il suo nome era già in circolazione proprio per la "casella" che le ha successivamente affidato il premier, Silvio Berlusconi. E assieme al nome, tra gli addetti ai lavori, sono cominciate a circolare anche le prime critiche: chi la considera troppo giovane e chi avrebbero preferito un tecnico con maggiore conoscenza sistema-scuola. Ma se qualcuno pensa che la trentacinquenne bresciana sia stata catapultata a Palazzo della Minerva quasi per caso si sbaglia. E di grosso. Lei ha le idee abbastanza chiare sulle mosse da fare per rilanciare il sistema dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca.

Il suo pensiero, quasi fosse una premonizione, è contenuto in una proposta di legge ("Delega al Governo per la promozione e l'attuazione del merito nella società, nell'economia e nella pubblica amministrazione e istituzione della Direzione di valutazione e monitoraggio del merito presso l'Autorità garante della concorrenza e del mercato") presentata lo scorso 5 febbraio, quando il governo Prodi era già caduto. Il disegno di legge prevede una serie di deleghe al governo: per la "valorizzazione del merito nel sistema scolastico e universitario", per "la valorizzazione del merito nella pubblica amministrazione" e per "la valorizzazione del merito nel mercato del lavoro".

Il motivo è semplice. "È noto - si legge nella relazione introduttiva della Gelmini - che il sistema-Paese sta attraversando, da molti anni, una crisi che attraversa tutti i livelli sociali e istituzionali; si tratta di una crisi di fiducia e di speranza tra le cui cause si può annoverare la scarsa valorizzazione del merito come criterio di distribuzione delle opportunità e di valutazione delle persone. L'impostazione statalista e dirigista che ha imperniato l'ordinamento degli ultimi cinquanta anni ha portato con sé la marginalizzazione del merito, che non è mai assurto a principio guida in grado di regolare i fenomeni sociali, i processi economici e le relazioni di lavoro".

Per rilanciare la scuola occorrerebbe manovrare tre leve: "Valorizzazione del merito e piena applicazione del principio di autonomia scolastica", "valorizzazione del merito degli studenti" e, infine, "valorizzazione del merito dei docenti". Come? In primis, passando per il "rafforzamento dei poteri organizzativi e disciplinari dei dirigenti scolastici con compiti di gestione amministrativa e di reclutamento del corpo docente". Proseguendo per "la promozione di una piena concorrenza tra le istituzioni scolastiche, mediante l'adozione di meccanismi di ripartizione delle risorse pubbliche in proporzione ai risultati formativi rilevati da un organismo terzo" che pubblicherà "annualmente una classifica regionale delle istituzioni scolastiche fondata su parametri trasparenti e verificabili" e attraverso "il riconoscimento alle famiglie di voucher formativi da spendere nelle scuole pubbliche o private".

Gli studenti dovrebbero essere spronati a dare il meglio attraverso "la cancellazione del sistema dei debiti formativi e l'aumento della selettività dei meccanismi di avanzamento scolastico, anche attraverso la reintroduzione degli esami di riparazione". Per coloro che sono in difficoltà occorrerebbe prevedere "all'interno del piano dell'offerta formativa delle singole istituzioni scolastiche, anche consorziate tra loro, appositi moduli integrativi obbligatori che diano l'opportunità, senza oneri a carico dello studente, di recuperare nel corso dell'anno eventuali insufficienze nelle singole materie" e per i più bravi incentivare "gli interventi volti alla concessione di borse di studio legate al merito, ferma restando la necessità di garantire un sistema adeguato di sovvenzioni a studenti meritevoli in stato di necessità".

Per spingere i docenti a lavorare "meglio" dovrebbe essere eliminato "ogni automatismo nelle progressioni retributive e di carriera degli insegnanti". Bisognerebbe liberalizzare progressivamente la professione docente "attraverso la chiamata nominativa da parte delle autonomie scolastiche su liste di idonei, con un periodo di prova di due anni scolastici propedeutico all'assunzione a tempo indeterminato" e dare "la possibilità alle singole istituzioni scolastiche di stipulare con singoli docenti contratti integrativi di tipo privatistico".

Postato da: giorgiodurante a 16:59 | link | commenti (1)

lunedì, 05 maggio 2008
Una nuova primavera fascista e i mostri di Montale

Di ritorno dal mio viaggio a Londra, ho comprato il settimanale Economist. A proposito della situazione italiana, campeggiava una fotografia con dei sostenitori di Gianni Alemanno in festa sulle scale del Campidoglio, che festeggiavano la vittoria del loro candidato osteggiando senza alcun problema il saluto romano. Bella figura davanti a mezza Europa! Berlusconi ha parlato di una "svolta storica" per il Comune di Roma e per l'italia intera: complimenti a chi lo ha votato! I recenti terribili fatti di Verona mi sembrano una logica conseguenza di quanto sopra.
Allora ribadiamo nuovamente e chiaramente da che parte stiamo, riportando una bellissima poesia di Eugenio Montale, tratta dalla sua raccolta La bufera.

"Folta la nuvola bianca delle falene impazzite
turbina intorno agli scialbi fanali e sulle spallette,
stende a terra una coltre su cui scricchia
come su zucchero il piede; l'estate imminente sprigiona
ora il gelo notturno che capiva
nelle cave segrete della stagione morta,
negli orti che da Maiano scavalcano a questi renai.

Da poco sul corso è passato a volo un messo infernale
tra un alalà di scherani, un golfo mistico acceso
e pavesato di croci a uncino l'ha preso e inghiottito,
si sono chiuse le vetrine, povere
e inoffensive benché armate anch'esse
di cannoni e giocattoli di guerra,
ha sprangato il beccaio che infiorava
di bacche il muso dei capretti uccisi,
la sagra dei miti carnefici che ancora ignorano il sangue
s'è tramutata in un sozzo trescone d'ali schiantate,
di larve sulle golene, e l'acqua séguita a rodere
le sponde e più nessuno è incolpevole.

Tutto per nulla, dunque? - e le candele
romane, a San Giovanni, che sbiancavano lente
l'orizzonte, ed i pegni e i lunghi addii
forti come un battesimo nella lugubre attesa
dell'orda (ma una gemma rigò l'aria stillando
sui ghiacci e le riviere dei tuoi lidi
gli angeli di Tobia, i sette, la semina
dell'avvenire) e gli eliotropi nati
dalle tue mani - tutto arso e succhiato
da un polline che stride come il fuoco
e ha punte di sinibbio....
                                         Oh la piagata
primavera è pur festa se raggela
in morte questa morte! Guarda ancora
in alto, Clizia, è la tua sorte, tu
che il non mutato amor mutata serbi,
fino a che il cieco sole che in te porti
si abbàcini nell'Altro e si distrugga
in Lui, per tutti. Forse le sirene, i rintocchi
che salutano i mostri nella sera
della loro tregenda, si confondono già
col suono che slegato dal cielo, scende, vince -
col respiro di un'alba che domani per tutti
si riaffacci, bianca ma senz'ali
di raccapriccio, ai greti arsi del sud..."

La primavera hitleriana

Postato da: giorgiodurante a 18:35 | link | commenti (1)