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"In ogni piccolo ma genuino atto di amore c'è tutto il senso dell'universo"
"Sciolgo Forza Italia e fondo un nuovo partito: il partito della libertà e del popolo".
Silvio Berlusconi, 18 novembre, Milano
"Crozza è un comico di successo e prende in giro un po’ tutti. Fino a Domenica nessuno se lo sarebbe immaginato letteralmente in ginocchio davanti al leader politico. Eppure è successo.
C’è un antefatto: nel corso della settimana scorsa Walter Veltroni era andato a Ballarò. E Crozza aveva aperto la trasmissione – come fa di solito – con il suo siparietto comico sulle personalità presenti. Un po’ di ironia su tutti e una imitazione neanche troppo cattiva e nemmeno granché riuscita del sindaco di Roma. Ma è bastata a innervosire il “pupone” della politica.
Si è visto subito che non aveva gradito: la reazione è stata secca, anche se “pacatamente, serenamente”. Sembrava finire lì, ma Walter non demorde mai. Qualche giorno dopo, cioè domenica scorsa, Crozza ha dovuto “pagare pegno”. La trasmissione da lui condotta sulla 7 si è collegata via audio con casa Veltroni, dove il supersindaco passava la serata in pantofole e pigiama - come lui stesso ha raccontato – e per una ventina di minuti non ha fatto altro che tesserne le lodi. Il bravo conduttore ha esordito con un fantozziano “quanto è simpatico lei”. Poi gli ha fatto da spalla per le sue battute tutt’altro che smaglianti e infine si è scusato per la performance di Ballarò: “Io politicamente sono d’accordo con Lei.. ma sa, sono un comico..”
Insomma, la scena è stata veramente penosa: il vessillifero della satira piegato in due, ridicolizzato da se medesimo, servile e plaudente davanti al grande capo di tutti gli uomini spettacolo. Veltroni, infatti, ha costruito in venticinque anni di impegno profuso in quel mondo una capacità di controllo a dir poco straordinaria. Le commissioni che decidono i fondi al cinema e al teatro sono rimpinzate di “suoi uomini” tanto da far innervosire persino il neoministro dei Beni e delle Attività culturali, Francesco Rutelli.
"Un operatore ecologico si è tolto la vita in provincia di Imperia: due mesi fa era rimasto senza lavoro La tragedia è stata causata quasi certamente dalla perdita del posto di lavoro: l’uomo di 45 anni abitava in provincia di Imperia. Si è tolto la vita nella tarda serata di mercoledì, impiccandosi ad una trave di un box di sua proprietà. Secondo le prime indagini sul caso, effettuate dai carabinieri che hanno ascoltato ieri i familiari della vittima e persone che lo conoscevano bene, l’uomo avrebbe compiuto il gesto estremo al culmine di una crisi depressiva di cui soffriva da quando aveva perso il lavoro, circa due mesi fa. Fino ad allora era infatti rimasto in servizio, seppur con contratto stagionale e da precario, presso una ditta che gestiva le pulizie urbane di Riva Ligure, piccolo centro turistico della Riviera di Ponente.
Allo scadere del contratto l’uomo sperava di venire confermato nel ruolo da parte dell’azienda che era subentrata nell’appalto, mentre invece per lui non era stato così. Questa situazione lo avrebbe sconvolto, fino ai fatti di ieri.
A trovare il corpo dell’uomo è stato il figlio, di 18 anni, che ha subito invocato l’aiuto di alcuni vicini di casa che si sono precipitati sul posto. È stata recisa la corda ed è intervenuto anche il personale del 118 della Croce Verde di Taggia. Tutto vano però: la morte dello sfortunato ex operatore ecologico pare sia avvenuta due ore prima del macabro rinvenimento. Il fatto ha suscitato molte reazioni da parte sindacale, con Vincenzo Giacovelli ed Enrico Revelli di Fp-Cgil, sindacato cui il lavoratore era iscritto. Entrambi hanno chiesto «un impegno maggiore delle istituzioni per contrastare le nuove povertà, per aumentare il salario, per la stabilizzazione del lavoro precario e per il contenimento di prezzi e tariffe. Non sappiamo se a provocare il gesto sia stata soltanto la grande preoccupazione per il lavoro – hanno insistito – ma vi cogliamo un grido di dolore e di solitudine che non può lasciarci indifferenti. Sappiamo che in questa provincia la sua situazione personale e familiare non può considerarsi un caso isolato, ma riguarda molte famiglie che fanno fatica ad arrivare alla fine del mese perché senza un lavoro stabile o perché i salari sono bassi». Remigio D’Aquaro, segretario generale Cisl di Imperia, ha ricordato come nella provincia ci siano «oltre 10mila precari su 90 mila lavoratori »".
Dino Frambati
"E così Forza Italia non era di plastica,eh? Si è visto. Una roba, quella di Berlusconi l' altro giorno, che a paragone la svolta della Bolognina appare una ponderata, cautissima, deliberazione. Dice: è come Lenin alla stazione di Finlandia: a me per la verità ricorda piuttosto quel tizio che in una notte del 1933 sterminò metà del suo partito senza pensarci più di tanto. Dice ancora: scherziamo? di plastica uno come Berlusconi che ti combina quel pò pò di geniale spariglio? E chi lo pensa? Certo che Berlusconi non è di plastica. Ma perché lui non lo sia la condizione essenziale è che lo sia tutto ciò che gli sta intorno. Di plastica: cioè cedevole, flessibile, incolore, senza forma o consistenza propria. Tradotto in termini di partito e di classe politica: un gruppo di yesman, di uscieri, di portaordini, licenziabili a piacere, che non potranno mai essere dei governanti perché gli è permesso solo di obbedire. Un partito di plastica, appunto. Esattamente come quello appena nato".