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giovedì, 29 giugno 2006
Non ci sono solo le relazioni "belle"

E' stato pubblicato dall'editore Raffaello Cortina un libro di una filosofa italiana, milanese, di nome Laura Boella, intitolato Sentire l'altro, conoscere e praticare l'empatia. In un'intervista, l'autrice ha formulato un pensiero che mi sembra interessante e anche piuttosto originale: per questo lo pubblico.
"Siamo abituati a pensare che, quando un rapporto non funziona, allora è fallito. Se, per esempio, mio figlio non mi parla, allora io ho fallito il mio ruolo di madre. Invece l'ampatia ci insegna che anche il fallire è pur sempre una forma di relazione, quella forma che essa assume in un momento particolarmente difficile. Leggerla in questo modo favorisce il rilancio della relazione stessa, la sua maturazione. Praticare l'empatia vuole dire riconoscere la relazione anche quando è piena di ostacoli e cattivi funzionamenti. E', ancora una volta, andare contro la cultura sentimentale che riconosce solo le relazioni <belle>".

Postato da: giorgiodurante a 18:15 | link | commenti (1)

mercoledì, 28 giugno 2006
La felicità secondo Aristotele

"Alcuni ritengono che la felicità sia una cosa visibile e che appaia esteriormente, come il piacere o la ricchezza o l'onore; altri un'altra cosa e spesso anche la stessa persona ritiene che sia ora una cosa ora un'altra (ad esempio quando è malato la salute, quando è povero la ricchezza); chi invece è conscio della propria ignoranza ascolta con meraviglia chi dice tali cosa grandi e superiori a lui.
Alcuni invece pensano che accanto a questi molti beni ve ne sia uno che esiste di per sé, il quale è pure per tutti i beni la causa stessa che li fa essere beni".
Aristotele, Etica Nicomachea, primo libro.

Postato da: giorgiodurante a 14:34 | link | commenti

martedì, 27 giugno 2006
Un verso al giorno

"Dammi un piccolo verso al giorno, mio Dio,
e se non potrò più scriverlo
perché non ci sarà più carta
e mancherà la luce,
allora, lo dirò piano,
alla sera,
al tuo gran cielo.
Ma dammi un piccolo verso
di tanto in tanto".
Etty Hillseum, ebrea olandese assassinata dai nazisti ad Auschwitz il 30 novembre 1943 a 29 anni.

Postato da: giorgiodurante a 20:41 | link | commenti

sabato, 24 giugno 2006
Intellettuali, ma non da salotto 2

Siccome è sabato e la lunga notte servirà a non farci pensare a niente, ho scelto di continuare a far riferimento al rapporto sui Writers in Prison Commettee di cui mi ero occupato una settimana fa.

L'elenco degli Stati i cui governi perseguitano intellettuali non allineati non risparmia nemmeno la nostra vecchia e decadente Europa. In particolare in Russia è vietato attaccare troppo duramente e tenacemente il tanto lodato all'estero presidente Putin o parteggiare per i separatisti ceceni o di altre nazionalità. Così è stato ucciso il giornalista politico Magomedzarid Varisov, autore di un libro dal titolo eloquente, "Padrino al Cremlino", che gli è costato addirittura la vita. In Bielorussia sono numerosi gli intellettuali perseguitati per le loro critiche al sistema politico dittatoriale che ancora sopravvive: gli assassini della giornalista Veronika Cherkasova sono ancora senza un volto nè un nome. In Turchia lo storico Orhan Pamuk è attualmente sotto processo per aver fatto ricerche e per aver pubblicamente ammesso il genocidio degli armeni compiuto dai turchi nel corso della prima guerra mondiale; inoltre si contano a decine gli intellettuali (come il giornalista Mahmet Kutular e l'editore Husyn Aygun) perseguitati per il solo fatto di aver osato criticare i miti fondatori della Turchia moderna. Il governo di Ankara, desideroso di entrare a far parte dell'Unione Europea, limita la libertà di espressione, secondo il rapporto del Pen club internazionale, anche di molti islamisti e, naturalmente, di diversi uomini di cultura di origine curda.
Queste persone, anche se non andranno probabilmente mai a Porta a Porta o in qualche altro salotto televisivo italiano a dispensarci i loro lumi, per me sono preziose e degne almeno di non essere del tutto dimenticate.

Postato da: giorgiodurante a 18:07 | link | commenti

venerdì, 23 giugno 2006
A proposito di questione morale

"Se il diritto risultasse solo dalle leggi sancite dal popolo, dai decreti dei principi, dalle decisioni dei giudici, potrebbe essere legge il rubare, il falsificare, produrre falsi testamenti, se tutto ciò ottenesse la sanzione delle votazioni popolari [...] Ma in verità noi non possiamo distinguere la legge buona dalla cattiva se non per legge di natura; e non solo per natura distinguiamo il giusto e l'ingiusto, ma anche tutte le cose oneste e disoneste".
Cicerone, De Legibus.

Postato da: giorgiodurante a 18:15 | link | commenti

giovedì, 22 giugno 2006

La maturità

Continuo a pensare, ostinatamente, che l'educazione e la scuola siano realtà e valori importanti e continuo a credere con entusiasmo e determinazione nel mio lavoro, che sta sempre più diventando occasione per un incontro tra persone piuttosto che meccanico trasferimento di nozioni e addestramento a raggiungere determinate competenze.
Una conferma mi è venuta dall'esperienza di questi due giorni di scritti della maturità nel corso dei quali, andando oltre alle questioni tecniche, alle tracce delle prove più o meno fattibili e alle sempre più intraducibili griglie di valutazione con le quali noi professori ci complichiamo la vita, ho potuto stare di fronte alla vera umanità e personalità dei miei studenti che, in un momento per loro importante e difficile, hanno mostrato grande parte del loro vero volto. Ognuno è stato se stesso, ha mostrato le sue grandezze e le sue fragilità, ha reagito alle insidie e alle complicazioni a modo suo. Alcuni mi sono piaciuti più di altri, alcuni hanno addirittura giganteggiato per onestà e concentrazione, ma ognuno ha messo un po' da parte le sue maschere e si fatto onore. Non è facile rimanere lucidi nei momenti difficili, non è immediato non farsi prendere dal panico, non è consueto prendere sul serio le situazioni e starci anche quando non sono favorevoli, eppure molti di loro in questi giorni hanno potuto allenarsi a farlo.
Sono convinto che nella vita saranno più forti.

Postato da: giorgiodurante a 18:08 | link | commenti (2)

mercoledì, 21 giugno 2006

I motivi per vivere

"Infatti, o Socrate, io la penso come te, che, cioè, avere una chiara conoscenza su tali questioni in questa vita, o è impossibile o è molto difficile, ma che, d'altra parte, il non mettere a prova in tutte le maniere le cose che si dicono al riguardo e il desistere prima che sia esaurita la ricerca sotto ogni aspetto, è da uomo veramente vile.
Infatti, trattandosi di questi argomenti, non è possibile se non fare una di queste cose: o apprendere da altri quale sia la verità; oppure scoprirla da se medesimi; oppure, se ciò è impossibile, accettare, fra i ragionamenti umani, quello migliore e meno facile da confutare, e su quello, come su una zattera, affrontare il rischio della traversata del mare della vita. A meno che non si possa fare il viaggio in modo più sicuro e con minor rischio su una più solida nave, cioè affidandosi ad una divina rivelazione"
Platone, Fedone, 85, c-d

Postato da: giorgiodurante a 18:56 | link | commenti

martedì, 20 giugno 2006

Prima del viaggio

Prima del viaggio si scrutano gli orari,
le coincidenze, le soste, le pernottazioni
e le prenotazioni (di camere con bagno
o doccia, a un letto o due o addirittura un flat);
si consultano
le guide Hachette e quelle dei musei,
si cambiano valute, si dividono
franchi da escudos, rubli da copechi;
prima del viaggio s'informa
qualche amico o parente, si controllano
valige e passaporti, si completa
il corredo, si acquista un supplemento
di lamette da barba, eventualmente
si dà un'occhiata al testamento, pura
scaramanzia perché i disastri aerei
in percentuale sono nulla;
                                                 prima
del viaggio si è tranquilli ma si sospetta che
il saggio non si muova e che il piacere
di ritornare costi uno sproposito.
E poi si parte e tutto è O.K. e tutto
è per il meglio e inutile.
.   .   .   .   .   .   .   .   .   .   .   .   .   .
                                     E ora che ne sarà
dei mio viaggio?
Troppo accuratamente l'ho studiato
senza saperne nulla. Un imprevisto
è la sola speranza. Ma mi dicono
ch'è una stoltezza dirselo.

Eugenio Montale, da Satura

Postato da: giorgiodurante a 13:31 | link | commenti (1)

lunedì, 19 giugno 2006

"La vacanza è il tempo più nobile dell'anno, perché è il momento in cui uno si impegna come vuole con il  valore che riconosce prevalente nella sua vita, oppure non si impegna affatto con niente e allora, appunto, è sciocco.
Se la vacanza non ci fa mai ricordare quello che vorremmo ricordare di più, se non ci rende più attenti verso noi stessi e verso gli altri, ma ci rende più istintivi, se non ci fa imparare a guardare la natura con intenzione profonda, se non ci fa compiere un sacrificio con gioia, il tempo del riposo non ottiene il suo scopo".

Postato da: giorgiodurante a 12:52 | link | commenti (1)

sabato, 17 giugno 2006

Intellettuali, ma non da salotto

Apprendo dell’esistenza del bollettino annuale del Pen Club Internazionale, un’associazione che si occupa di tracciare una mappa degli intellettuali perseguitati nel mondo, soprattutto scrittori e giornalisti. In questo annuario, denominato Writers in Prison Commettee, sono documentati numerosi casi di violenza verso dissidenti verso e chi fa controinformazione libera sulle attività governative: dal Vietnam alla Russia, dalla Turchia all’Etiopia, dal Congo all’Algeria, dalla Bielorussia all’Uzbekistan, dalla Birmania al Marocco, dal Messico al Venezuela.

Ma a contendersi il primato degli intellettuali perseguitati sono la Cina e Cuba. L’inesauribile e intramontabile Fidel Castro, secondo i curatori della rivista che non riescono a stargli dietro, mantiene ancora in carcere venticinque scrittori e giornalisti tra i settantacinque arrestati nel 2003, anno in cui il regime diede un significativo giro di vite contro i suoi oppositori. Qualche nome? Ricardo Severino Gonzales Alfonso, direttore del periodico “De Cuba” o José Miguel Martinez Hernandez, firmatario di un manifesto che sostiene il passaggio morbido di Cuba alla democrazia.

Per quanto riguarda la Cina, il rapporto allinea una quarantina  di nomi di intellettuali perseguitati in vario modo. Tra loro i poeti Tao Shi e Weiping Jiang e uomini di cultura appartenenti alle nazionalità oppresse da Pechino, come lo scrittore Abdulghani Memetemin e lo storico Tohti Tunyaz (musulmani) e l’editore Hada (mongolo). Nell’elenco figurano, naturalmente, molti tibetani, soprattutto monaci.

L’elenco potrebbe continuare a lungo, e continuerà su questo blog nelle prossime settimane.

Ma chissenefrega? Stasera le discoteche saranno piene comunque.

Postato da: giorgiodurante a 17:44 | link | commenti